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Mediazioni familiari: analisi riflessiva e condivisa della conduzione

Quando una coppia decide di separarsi, spesso si trova in un momento delicato: possono esserci tensioni, difficoltà di comunicazione, decisioni importanti da prendere, soprattutto se ci sono figli.

Durante la transizione separativa, il Mediatore Familiare può accompagnare la coppia nella gestione dei conflitti attraverso un’esperienza visiva e una rappresentazione delle dinamiche relazionali. Si tratta di uno strumento che aiuta a “fare chiarezza” su ciò che sta accadendo nella relazione, andando oltre ciò che è immediatamente visibile o razionale.

Lo strumento permette di osservare la situazione da un punto di vista nuovo. L’uso di statuine di legno consente di mettere in scena, in modo simbolico, emozioni, vissuti e posizioni dei membri della famiglia, con particolare attenzione ai figli.

Riflessioni

Strumento immediato

Lo strumento può aiutare a:

  • comprendere meglio le reciproche posizioni;
  • riconoscere bisogni ed emozioni spesso difficili da esprimere;
  • ridurre le tensioni;
  • comunicare in modo più efficace e collaborativo;
  • prendere decisioni più consapevoli, soprattutto nell’interesse dei figli.

Offre la possibilità di scoprire come dare un posto all’esperienza separativa e al dolore che essa comporta, rappresentandola, ed insieme restituire rispetto, inclusione, visibilità ad ogni componente della famiglia, in special modo ai figli.

Nei colloqui di Mediazione Familiare

Il Cliente in colloquio individuale (su tavolini paralleli se l’incontro è di coppia) viene invitato a scegliere una prima statuina che rappresenti se stesso e a disporla davanti a sé, e proseguendo via via a scegliere e posizionare gli altri membri della famiglia, compresi i nonni e altre persone significative per i figli, dando così l’immagine della situazione familiare nel qui e ora.

Poiché le statuine hanno gli occhi, al cliente si chiede di avere cura di posizionarle considerando anche la direzione dello sguardo.

A posizionamento concluso il Mediatore proporrà al Cliente una serie di domande e osservazioni che prendono spunto dalla rappresentazione creata.

Aspetti metodologici

L’approccio sistemico-costellativo non va utilizzato come intervento “terapeutico”, né come lettura interpretativa da restituire direttamente alle parti. Il suo valore, per il mediatore, è soprattutto fenomenologico: permette di osservare ciò che emerge, sospendendo il giudizio e le spiegazioni causali, ampliando i punti di vista.

È fondamentale mantenere chiari alcuni punti:

  • la mediazione non diventa terapia;
  • non si introducono contenuti che le parti non sono pronte a gestire;
  • si lavora sempre al servizio del processo e degli accordi, non della “verità” del sistema;
  • ogni utilizzo con i clienti deve essere esplicito, consensuale e comprensibile.

Riflessioni

Esperienza concreta

Se utilizzata al momento opportuno (nei colloqui individuali di pre-mediazione oppure in coppia, con utilizzo in parallelo e poi confronto a turno dei partner), la tecnica di Costellazioni Familiari individuali diventa un’esperienza concreta che permette di andare più in profondità, rispetto alla narrazione verbale, arricchendo di nuovi punti di vista la narrazione che i Clienti sono ormai abituati a vedere.

Come utilizzarle nella Supervisione alla Mediazione Familiare?

Nel contesto della supervisione, l’utilizzo delle Costellazioni Sistemiche e Familiari può diventare uno strumento molto efficace per affinare lo sguardo del mediatore e ampliare la comprensione delle dinamiche in gioco, senza mai perdere il riferimento ai principi fondanti della mediazione (neutralità, equidistanza, autodeterminazione delle parti).

Il caso viene inizialmente presentato attraverso una breve narrazione, per poi essere rappresentato simbolicamente con l’uso di statuine, che restituiscono una visione concreta delle dinamiche familiari nel qui e ora.

Successivamente, alcuni partecipanti assumono il ruolo di rappresentanti dei membri della famiglia, mentre altri mantengono una posizione di osservazione.

Il supervisore e facilitatore di costellazioni “intervista” le varie posizioni e stimola le osservazioni del gruppo, sia di chi partecipa fisicamente alla rappresentazione, sia da parte dei colleghi che sono rimasti in posizione più esterna, con una visione d’insieme.

Questo duplice livello – esperienziale e riflessivo – consente di esplorare in profondità le relazioni, favorendo nuove letture e potenziando l’efficacia del lavoro di supervisione.

Non è uno strumento per fare diagnosi o per dire alle parti “come stanno le cose”, ma per aiutare il professionista a orientarsi meglio e, se usato con le parti, per facilitare consapevolezza in modo semplice, rispettoso e accessibile.

Riflessioni

Strumento di ampliamento dei punti di vista

In particolare può essere una possibilità di comprensione:

  • dell’apporto di ciascuno dei partner al conflitto di coppia;
  • dell’impatto che si genera sui figli;
  • degli elementi, provenienti dalle famiglie di origine (e fino alla terza generazione), che influenzano vissuti e comportamenti;
  • degli aspetti simbolici connessi agli oggetti del contendere.

Questo articolo è stato curato da:

Samantha Rainò
Samantha Rainò
Psicologa, psicoterapeuta a orientamento psicodinamico, mediatrice familiare
Veruschka Piras
Veruschka Piras
Professional counselor sistemico-relazionale, mediatrice familiare, formata alla coordinazione genitoriale

Tel. 338 730 85 20
E-mail info@centromediana.it

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